Debutto: 
Venerdì, 17 Marzo, 2006

Un gruppo di vecchi amici del Borgo si ritrova di tanto in tanto in una cantina-taverna per trascorrere una serata in compagnia. Classici discorsi ”da òmeni” si alternano a vino, salame, canti e risate per rivivere la decennale e inossidabile amicizia. Franco, il single invidiato da tutti, arriva proprio in una di queste serate portando una notizia che sconvolgerà il gruppo. Così il giorno dopo, nella pasticceria da Giorgio… Come da tradizione (quest’anno l’occasione è la festa del papà) offriamo alla cara Borgo Venezia un momento di divertimento. “Ridersi addosso per far divertire” e rivisitando il nostro mondo in maniera ironica ne è nata una commedia dal sapore lievemente autobiografico. Ci siamo cimentati con i “luoghi comuni” del matrimonio nei quali ognuno si potrà facilmente ritrovare. Con questo atto unico, scritto interamente dal gruppo, abbiamo voluto anche rendere omaggio alla nostra lingua Veronese, arricchendo i dialoghi con alcuni modi di dire tipici della nostra terra. Alcuni si sentono ancora sulla bocca di molti, come il classico “granfàti” o il “se sa mai…” o ancora il “gnanca par i sete sentimenti” e il “gnanca par morte morir”. Altri sembrano invece ormai dimenticati come “una che la vol far i òvi fora dal çesto”, “bona come el sùcaro su le fràghe”, “la ghe tira su le tete a la regina”, “no ’l càta gnanca l’acqua nel’Adese”, “magnar el pan pentìo”, “Netàr ’ndo che passa ‘l prète”, “dar su come ‘l citrato”, … I più giovani e i bambini verranno così a conoscere un po’ della nostra lingua popolare e della sua colorita ricchezza. Affiancano i modi di dire alcuni canti popolari veronesi e veneti, sconosciuti a molti, riletti musicalmente in chiave più orecchiabile. Di alcune canzoni si sono anche adattati i testi. Con “Non si sa mai” si alterneranno “E mi la dona mora”, “Le butele che vien su desso”, “Apena che tò vista” e “Ti te credi de èsar bela”.